Week end ad Istanbul: tanto vicina, ma tanto lontana

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istanbul-week-endDecidere di andare in Turchia partire per Istanbul significa decidere di buttarsi anima e corpo in una civiltà affascinante ma tanto lontana da noi nonostante ci separino poche ore di volo.

Come descriverla in poche parole? Non si può. Istanbul è un vero mix di essenze: antica ma anche moderna, caotica eppure tranquilla e soave, diversa da ogni altra città che ho visitato e sorprendentemente multiculturale.

Quando si arriva ad Istanbul colpisce il caos, il traffico, lo smog, la gente urlante, ma in fin dei conti io già sapevo si trattasse di una città che conta 13 milione di abitanti non ci si può aspettare di certo delle strade deserte.

istanbul

Le atmosfere del mondo arabo qui sono vive, e l’impressione che ebbi era che, rispetto ad altre città arabe (vedi Marrakesh) avesse mantenuto la sua identità pur andando avanti con la modernizzazione creando una propria via al moderno molto particolare.

La prima mattina la sveglia del muezzin non è particolarmente piacevole, ma ci si fa l’abitudine a quei ritmi e a quei suoni e lentamente tutto sembra normale.

week end a istanbul

Il bello di Istanbul secondo me è da ricercare in quartieri meno turistici. Seguire alla lettera una guida turistica può portare in luoghi affollati di facce europee e negozi di souvenir e può far perdere il resto, quindi camminate, camminate e attraversate la vera città. Il quartiere ebraico quello greco, i quartieri di Fatih, Fener e Balat, immergetevi in moschee e chiese ortodosse che vi mostreranno a poco a poco la multiculturalità di questa città.

Istanbul-Moschea di Fatih

Tutti si soffermano ore nella folla della Moschea Blu, ma probabilmente altre moschee non hanno nulla da invidiare alla cugina famosa. Un esempio? La Moschea di Fatih, un posto veramente affascinante già dall’esterno. L’atmosfera di quiete e tranquillità colpisce, il cortile lastricato, i rubinetti che servono a lavarsi prima di entrare. Si entra e nonostante non ci sia nessuna funzione c’è gente: uno studente ci dice che in moschea si può andare per pregare, ma anche per rilassarsi o leggere, è un vero luogo di aggregazione come noi forse in occidente non abbiamo quasi più preferendo le piazze virtuali.

Instanbul-Moschea di Fatih

Gli ambienti interni poi non sono cupi, ma ricchi con tappeti e lampadari che creano strani giochi di luce.

Molto famose, soprattutto per i numerosi documentari che ne hanno parlato in Italia, sono di certo poi le Cisterne di Istanbul, nella parte sotterranea della città. Anche se realizzate in periodo bizantino per contrastare la mancanza di acqua quelli che dovrebbero essere semplici serbatoi sono oggi un’attrazione vera e propria. La più grande e più famosa è la Cisterna Basilica, che prende il nome dalla sua possente struttura a colonnati. Oggi misura 14 metri in lunghezza e 70 in larghezza, ed è stata aperta al pubblico nel 1987.

Per proseguire nella parte turistica sicuramente passerete per Sultanhamet dove troverete Aya Sofya ad oggi dichiarata museo per evitare scontri tra chi la voleva moschea e chi invece la voleva chiesa.

Instabul-grand bazar

Sempre in questo quartiere troverete la già citata Moschea Blu, ma anche palazzo Topkapi con i suoi stupendi giardini, dove però sembra destare molta più curiosità il suo harem che sembra far viaggiare in storie fantastiche. Ritornando al piacere puro misto tra shopping e spezie, immergetevi nei mercati: nel bazar delle spezie e nel Grand Bazar.

Inutile dire che questi sono i posti in cui finiamo di perderci totalmente sommerse tra odori e colori, sciarpe di seta e the, arriverete comunque prima o poi a Piazza Taksim piazza simbolo della rivoluzione. Da qui partono zone che sembrano essere un ambiente a sé fatto di negozi che si susseguono, vetrine illuminate… come in qualsiasi città europea che conoscete.

Tra un vicolo e l’altro, una moschea o un bazar fate uno spuntino a base di kebab o di yogurt o bevete un the oppure un succo di melograno fresco. Ma non chiedete ai turchi dove poter mangiare un kebab buono perché loro vi indicheranno un ristorante. Sapete perché?

Da noi il kekab è ormai considerato quella piadina con un gran miscuglio di carne e verdure e salse che mangiamo anche da noi. In turchia invece kebab (o kebap) significa semplicemente “arrosto”, quindi vi indicheranno un posto dove poter mangiare carne arrosto servita su un enorme piatto da portata (e potrete anche scegliere tra diversi tipi: Dana Kebap, Urfa Kebap, Şiş kebap e molti altri.

Il famoso panino a cui siamo abituati sembra invece chiamarsi “döner ekmek”. Comunque non avrete necessità di chiedere informazioni perché il doner ekmek, o kebab, lo troverete un po’ ovunque per le strade di Istanbul.

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