La più grande delle Isole Eolie, Lipari

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Lipari

La più grande ed anche la più popolata di tutte le isole Eolie, con coste alte  e scoscese, scogli, grotte, faraglioni, le solfatare e le sorgenti termali, i suoi dolci declivi, così si presenta questo gioiello del Mediterraneo: Lipari. Questo era infatti il suo primo nome:  Meligunis o isola dai dolci declivi. Il nome Lipara venne più tardi, dal nome del suo mitico re, e quindi Lipari.

Fu terra di conquista dei Romani: da Plinio a Cicerone a Diodoro non mancano le citazioni per la pescosità del mare e le salubri sorgenti termali.  Qui ossidiana e pomice si sono unite in matrimonio per dare un effetto ottico particolare, una screziatura di nero e di rosso su una base bianca che degrada verso il mare. Il periplo dell’isola è certo il modo migliore per scoprire angoli ancora intatti e nascosti, un paradiso per i sub alla ricerca di fondali entusiasmanti o baie dove tuffarsi per una nuotata ristoratrice.

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Lipari è il centro pulsante delle isole Eolie: uffici, banche, farmacie, ufficio postale, ospedale civile, guardia medica. Per una vacanza nel pieno della stagione estiva la prenotazione, sia in albergo  che nelle case dei pescatori, va fatta con ampio anticipo. Prenotate in anticipo il vostro hotel alle Eolie, date inizio ad una vacanza magica.

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Tra mare e spiaggia, da non dimenticare una visita la Parco Archeologico ed al Museo Archeologico Eoliano dove si trovano testimonianze delle antiche civiltà (dall’età del bronzo al secolo XVII) che dominarono l’isola e alle varie chiese che conservano veri tesori d’arte(come la cattedrale di San Barolomeo fatta erigere dal re normanno Ruggero I).

Buon viaggio e sopratutto buon Mare.

3 COMMENTI

  1. ISOLE EOLIE: tre euro e zero sicurezza a Vulcano!

    Amo la montagna. Tuttavia, almeno una volta all’anno, devo fare i conti con moglie e figli, i quali giustamente reclamano la vacanza al mare. Ciò naturalmente non mi dispiace, vuoi perché amo trascorrere il mio tempo libero con la famiglia, vuoi perché comunque anche il mare rappresenta un momento di svago e di contatto con la natura. Ovviamente, se possibile, cerco di evitare quelle località e quelle soluzioni per cui vacanza al mare è sinonimo di casa, spiaggia e asciugamano! Tanto per capirsi, ore ed ore spalmati come lucertole su un asciugamano ad arrostirsi sotto il sole …no, no, non fa per me… preferisco luoghi in cui oltre l’elemento acqua c’è la possibilità di fare qualche escursione e comunque di essere attivi, vivere e conoscere i luoghi del posto. Quest’anno, dopo varie opzioni, la scelta è caduta sulle isole Eolie (Vulcano, Stromboli, Salina, Lipari, Panarea, Alicudi e Filicudi), tutte quante di origine vulcanica, divenute grazie all’Unesco patrimonio dell’umanità. Ciò che più di ogni altra cosa mi ha spinto a scegliere questa località è stata, oltre la bellezza del mare, la presenza dei vulcani. Il mare come ho detto è spettacolare, i colori sono bellissimi, la natura strepitosa, ma ancora oggi mi chiedo perché ho dovuto pagare quei ‘3 euro di ticket’ a persona (siamo in quattro, totale 12euro) per scalare Vulcano! Vada per Stromboli, qui l’accesso è consentito solo a gruppi ben attrezzati, equipaggiati con apposito ‘kit’ e con ‘guida’ al seguito, ma per Vulcano quei tre euro a cosa sono serviti? A nulla! All’equivalente di ‘zero’! Una ‘tassa-capestro’, il ‘dazio’ di un pedaggio naturale per ricevere in cambio zero servizi, zero assistenza, zero sicurezza, zero manutenzione del territorio, zero indicazioni, insomma ‘zero assoluto’ in tutto e per tutto! Tanti ‘zero’ che, però, si trasformano in soldoni facili-facili e senza fatica – quella è tutta a ‘spese’ di chi compie la scalata – nelle tasche di assessori e consiglieri comunali. Evviva il federalismo demaniale! Adesso mi aspetto analogo ticket pure per… Terminillo!

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