La strada del vino

0
178

Nascono nella Regione Toscana le migliori etichette italiane del vino, per le quali gli appassionati di tutto il mondo sono disposti a fare follie. Le strade del vino sono veri e propri itinerari, tra celebri cantine, enoteche, ristoranti e frantoi dove il mangiar bene é una tradizione antica e produrre grandi rossi un’arte moderna.
La vecchia via Aurelia divide nettamente la costa toscana dall’entroterra, dove si incontra il primo grande e piccolo nome da annotare: Bolgheri, antico borgo, frazione del comune di Castagneto Carducci. E’ la porta di ingresso alla Maremma, una parte di toscana molto diversa da quella del Chianti o delle Crete senesi. Una terra in cui si producono alcuni dei migliori vini italiani, celebri anche a livello internazionale. Rossi che maturano in cantine visitabili e a volte acquistabili, che si abbinano alla perfezione con la cucina maremmana dai sapori forti ed essenziali. Tra i bianchi si annoverano i primi vini prodotti nella Tenuta Guado al Tasso, dei Marchesi Antinori: in principio il rosato Scalabrone, poi il Vermentino, ma a lasciare il segno é il Guado al Tasso, da uve cabernet e merlot, tanto che la tenuta, estesa per 878 ettari con quasi 120 ettari di vigneto, ha preso il suo nome. Nella vicina località San Guido (tel. 0565749768) vengono organizzate visite guidate (prezzo 13 euro) alla Sede del Consorzio strada del vino Costa degli Etruschi, dove ci si può rifornire di cartine e dépliant. Una delle cantine storiche é quella del Sassicaia, da dove nasce il celeberrimo rosso della Tenuta San Guido dall’intuizione di Mario Incisa della Rocchetta, che ha avuto un’importanza fondamentale nell’evoluzione del vino italiano per la prima coltivazione di uve cabernet dei vini di Bordeaux. L’Enoteca Tognoni, all’ingresso del borgo Bolgheri, é una tappa d’obbligo per acquistare e degustare vino, da abbinare ai crostini al ragù di cinghiale. La Taverna del Pittore funziona da ristorante ed enoteca, di Rossano Biagi e Chiara Luperi, dove si può gustare la tradizionale zuppa e cacciagione, naturalmente con un’ampia scelta di vini. A breve distanza la Cantina di Giovanni Chiappini e l’Azienda Le Macchiole di Eugenio Campolmi che possiede estimatori in tutto il mondo per il Paleo Bianco (sauvignon e chardonnay), il Macchiole e lo Scrio (da uve syrah). Proseguendo lungo la strada troviamo l’azienda Caccia al piano 1868, di Marianno Franzini, che produce da spettacolari vigneti, il Levia Gravia (da uve Merlot), il Ruit Hora, il Bolgheri giovane, morbido e pieno.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Scrivi il tuo nome qui